Sembra strano quanto certi libri letti o certe immagini viste nei film ritornino alla mente come se fossero ricordi già vissuti.

La realtà poi supera ogni fantasia e ci fa provare emozioni forti anche nel dolore piu’ grande

Al peggio non c’è un limite,ma è proprio li’, nelle pieghe amare del dolore, in cui si puo’ scovare l’amore vero,l’amore grande,la forza dell’amore che puo’ distruggere le montagne e quell’amore che supera ogni confine umano e diventa “miracolo”.

Il miracolo della gioia .

Capisco che la farfallina di Belen possa essere un argomento piu’ attuale e piu’ leggero ,ma desidero condividere con tutti coloro che ne avessero la voglia il mio nuovo stato d’animo.

Mai provato prima d’ora.

Cio’ che sto per scrivere puo’ sembrare assurdo ,ma è la pura verità.

Dopo una giornata intera passata al pronto soccorso con la speranza che trovassero un letto per mamma,ringraziando Dio sono riuscita a trovarle un posto in Clinica Medica.

Si sa come vanno a finire questi ricoveri.

Tante persone anziane,molto provate dalla vita, quasi tutte alla fine del loro viaggio terreno.

Già mi ero preparata a trascorrere giorni tristissimi .

All’entrata della stanza pero’ mi sono trovata dinanzi ad una immagine alla quale non mi ero preparata.

In un letto divenuto enorme ho visto due occhi grandi attaccati ad un tronchetto che con un poco di immaginazione potrebbe sembrare uno di quei ceppi che si trovano ai bordi dei fiumi.

L’unica gamba rimasta è piccolissima .completamente fasciata di garze, in alcuni punti si scorgono macchioline di sangue.

Mio Dio, mi sono detta,dove trovero’ il coraggio di guardarla per tutti i giorni che mamma rimarrà qui?.

Ma qui è giunto il miracolo.

In un angolino,seduto su una sedia, il marito,settimana enigmistica tra le mani ed un sorriso sereno.

Non ci sono parole per descrivere con quale dolcezza accudisce la moglie.

La prende in braccio come fosse il primo giorno di nozze.

La sistema nel letto,le sposta i cuscini,si preoccupa che le infermiere siano gentili con lei.Lei non puo’ che rimanere appoggiata su un cumulo di cuscini dove si scorge a malapena.

Deve mangiare sdraiata.

Beppe…mi pettini per favore? Mi puo’ passare i fazzoletti non arrivo da sola…i due lettini sono vicini ed io spesso la aiuto .

Ma il miracolo è proprio qui.Quando la guardo sento la grandezza e la forza di Dio.

Deantro a quel piccolissimo essere vi è ancora il miracolo della vita….e sento una gioia pervadermi e piccolissimi brividi.

Non credo sia possibile essere infelici ,dopo essere stata accanto a lei.

Grazie .

 

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Informazioni su Anna Laura

Tutto cio' che non mi distrugge mi rende piu' forte.

Una risposta »

  1. Spesso il dolore altrui ci aiuta a mitigare il nostro. La condivisione ci rende più tolleranti e meno egoisti. Si è un dono. Le immagini, pur dure, che ci propinano i media ci fanno chiudere gli occhi e girar pagina. Quando ci si presentano vivi scatta dentro di noi un qualcosa che ci unisce, chiamiamolo Amore Laura!

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