l’umiltà del genio

 
Leggere Einstein commuove per la semplicità delle sue espressioni e per la sua umiltà.

 
 

“Non potrei immaginare un Dio che premi e castighi le sue creature, i cui scopi siano calcati sui nostri, un Dio in breve che sia un mero riflesso della fragilità umana… A me basta contemplare il mistero della vita senziente che si perpetua per l’eternità, riflettere sulla meravigliosa struttura dell’universo di cui cogliamo ben poca cosa e cercare umilmente di ca­pire una seppure infima parte dell’intelligenza che si manife­sta in natura.”

(1932)

 Tratto da: inezie esistenziali
 
 
Parlare di umiltà  nel mondo di oggi e’ un po’ come dire un’eresia.
Eppure non si deve confondere l’umiltà con la modestia.
Le persone  umili non devono essere per forza giudicate di seconda categoria.
I grandi non si sono mai contraddistinti pre la loro superbia.
Capire che in fondo siamo figli delle stelle e che siamo un nulla di fronte
alla grandezza del creato è il primo passo per “ESSERE” persone vere.
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Tutto cio' che non mi distrugge mi rende piu' forte.

Una risposta »

  1. alessandra ha detto:

    Una vera umiltà, quella che sa riconoscere la grandezza del creato rispetto a noi piccoli uomini, un’umiltà che sappia rispettare ogni forma di vita senza sentirsi superiori a nessuno e a nulla, ma solo esseri che devono ogni giorno ringraziare per il dono della vita.

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