Il sabato e la domenica sono sempre sola.

Non è molto divertente passare il fine settimana con me e la mamma affetta da Alzheimer.

Il papà è all’ospedale e temo che per andare a trovarlo dovro’ fare la solita corsa per ritornare in tempo massimo per l’ultima ora della badante della mamma che naturalmente il sabato e la domenica non lavora.

Ho un compagno-marito che anche lui fa la valigia e se ne va.

Credo che qualche cosa non funzioni in me.

Eppure mi sembra di essere una persona normale, per il momento.

Non mi stupisce la salitudine che deriva dalla mia situazione famigliare.

Del resto non voglio imporre a nessuno di stare con me.

Chi mi ama mi segua…dice il proverbio.

Per il momento non c’è nessuno accanto a me….a parte il mio cane…..meravigliosa Kira…forse la cosa piu’ bella che ho.

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Informazioni su Anna Laura

Tutto cio' che non mi distrugge mi rende piu' forte.

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  1. ilviandante7 ha detto:

    D’istinto vorrei poterti abbracciare, in silenzio e a lungo, affinché il tuo dolore si attenui condiviso dalla mia anima e poi guardarsi negli occhi e leggervi il comune destino dell’uomo e della donna, o almeno il nostro.
    Fernando, il viandante.

  2. ciprea ha detto:

    come dice il titolo del tuo blog, il bello è poter ricominciare e pensare che si può davvero farlo… che sia un anno migliore, che dia serenità.
    ciao
    M.

  3. melogrande ha detto:

    Di solito la gente tende a dare aiuto solo dopo essersi accertata che uno non ne abbia bisogno, quando cominciano a pensare che uno sta davvero in difficoltà, si allontanano tutti per non restare “invischiati”. E’ un po’ come fanno le banche coi soldi, del resto, per farteli prestare devi solo dimostrare che non ne hai bisogno…

    La natura umana è fatta così, Anna Laura, mi spiace tanto per quello che stai passando, ho visto da vicino situazioni simili e so quanto possano rendere l’ anima pesante.

    Il blog non è molto, ma un po’ di compagnia la fa, io credo e spero.

    Un abbraccio.

  4. Anna Laura ha detto:

    In certi momenti della vita tutto si riduce all’essenziale.
    Una minestra calda che mi preparo alla sera sembra la cena del piu’ bel ristorante alla moda.
    Una musica che sento da lontano ,magari proveniente da una macchina vicina alla mia al semaforo,mi trappa dai miei pensieri e mi immerge in un mondo di sogno.
    Al ritorno del verde tutto ritorna come prima.
    Gli stessi problemi,la stessa tristezza.
    Ma quel minuto è stato importante.
    Anche un semplice blog ,dove lascio parole che vengono dal cuore è come se si trasformasse in un salottino accogliente.
    Qui trovo persone che non è facile incontrare nella vita di tutti i giorni.
    Ed io trovo che sia una grande fortuna avere la possibilità di rifugiarmi qui e leggere i pensieri che mi lasciate.
    Fuori ci sono le diffficoltà,la politica,a volte l’indifferenza,ma qui tutto viene riscattato.
    Capisco che in fondo ci sono ancora persone che sanno condividere anche i dolori.Ritrovo l’umanità che vorrei trovare anche fuori di qui.
    E’ vero tutti ,in genere si sono adeguati.
    Imitando le banche danno solo se tu puoi garantire di dare a tua volta.
    Se appena intuiscono che stai aspettando ache solo di ricevere una semplice carezza hanno paura di rimanere invischiati ,di non riuscire a diluire al massimo la loro condivisione.
    Che diventa poi un semplice gesto di ipocrisia.
    Non posso che ringraziare tutti voi che passate di qui e che mi raddolcite la vita.

  5. Insenseofyou ha detto:

    Anna, non sei sola, e non lo pensare se ti rende triste. Se invece ti va di passare da me e scrivere una cosa, anche una qualsiasi, mi renderà felice poterti rispondere. Un abbraccio sincero.

  6. Ripasso pr lasciarti un abbraccio. penso spesso e con umore vivo ai tuoi Genitori divisi e a Te che non li lasci.

  7. alessandra ha detto:

    In una trasmissione molto bella condotta da Luca Zanardi “e se domani”, si è parlato di questa malattia che induce ad una perdita progressiva di ricordi e coscienza di se. intervistando una signora le chiese quale fosse stato il momento più triste vissuto con la mamma ammalata, questa signora le ripose che fu quando si accorse che non veniva più riconosciuta come figlia, poi ha compreso che l’importante non era il fatto di essere sua figlia ma che esse fosse sua mamma.
    E’ emozionante quello che leggo da te, ancora un abbraccio, tanti abbracci, io credo che gli angeli siano le persone come te.

  8. wolfghost ha detto:

    Molte persone non reggono le situazioni pesanti e tendono così a scappare. Anche io ne ho conosciute tante, alcune lo facevano per egoismo, per proteggere la loro piccola isola felice che, prima o poi, giocoforza verrà squassata dalle stesse tempeste, altre invece perché fragili. Oggettivamente è difficile fare una colpa del loro comportamento alle seconde, anche perché, in ogni caso, probabilmente sarebbero più di ostacolo che di aiuto.
    A te dico: un giorno tutto questo passerà, e in fondo, dentro di te, lo sai già. Resisti!
    E complimenti a Kira che, almeno lei, ti sta vicina! 😉

  9. è davvero difficile stare accanto ad un familiare malato di alzheimer.
    è una situazione che “s-centra” una vita.
    e la nostra generazione (perlomeno la mia : ho 63 anni) sarà anche peggio.
    oggi genitori e nonni hanno figli e nipoti
    domani gli adulti di oggi saranno ancora più soli

    è un post davvero triste.
    ma la fotografia di kira è così bella ….

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