E’ notte. Credo che in queste ore non sia facile esprimere con grande lucidità i proprii pensieri.

Ma voglio cercare di farlo perchè bisogna raccontare.

Bisogna far sapere  a tutti coloro che per fortuna non fanno certe esperienze cosa succede quando la propria vita a quella dei nostri famigliari diventa solo un mezzo per esprimere anche giochi di potere ,storie di nomine dietro le quinte.

Significa anche svuotare letti a fine anno.Mandare a casa pazienti ,magari solo per qualche giorno per dimostrare che i conti sono in ordine,salvo poi trovare un altro medico della stessa struttura con piu’ cuore che ti assicura di aiutarti.

Vedro’ cosa poso fare ,ma vista la situazione credo di riuscire  trovare  un posto per suo padre.

Aspetti la mia telefonata. Che regolarmente arriva e mi conferma. Venga sabato mattina per le nove e trenta.

Grazie Dottore ..grazie grazie grazie….

Intanto in tre giorni credo  di avere speso piu’ di mille Euro.

Si voglio buttarla prosaicamente in soldoni.

Due infermieri tre volte al giorno per la pulizia personale,un’aspiratore,un letto d’ospedale in casa.

Gli infermieri che provengono dallo stesso ospedale intanto mi dicono che di letti liberi in questo periodo ce ne sono tanti.E poi ci sarebbe anche un reparto per i pazienti come papa’ in attesa di essere trasferiti.

Non puo’ che crescere la rabbia.

La cattiveria umana non ha limiti.

Ieri guardando papà sulla sua poltrona preferita non ho avuto il coraggio di dirgli che sabato ritonerà in Ospedale.Non posso pensarci e non so dove trovare la forza per rifare la borsa con l’occorente ed allontanarlo ancora da qui.Solo a pensarci piango.Ma prima bisogna pensare alla sua salute.

Ancora qualche giorno a casa senza controlli accurati ematici e professionali potrebbe tornare come era tre mesi fa.

E allora  sono arrivata al punto di pensare che ad un certo punto se  non sei uno superraccomandato  con almeno la disponibiltà di tremila euro al mise è meglio che tu muoia.Succederà certamente in uno di questi trasferimenti forzati ai piu’ deboli ,a chi a casa non ha nessuno che possa sostutuire in poche ore lo staff medico ed infermieristico di un’ospedale geriatrico.

E poi non ultimo c’è il fatto che sempre piu’ non sai bene con chi hai a che fare.

Larghi sorrisi,parole di comprensione al limite dell’amicizia per poi mettertelo in quel posto nel giro di tre minuti.

L a sensazione è quella di camminare in un pantano viscido dove i camici bianchi prendono le sembianze di striscianti serpenti.

Sabato riportero’ papà sperando di riuscire a trovare la strada giusta per  un posto accogliente e sereno dove vivere i suoi ultimi anni di vita con le cure che gli necessitano e che a casa non mi e’ possibile fare.

Adesso lui sta riposando e prego Dio perchè gli dia la forza di sopportare tutto cio’.

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ps. tanto per completare l’opera mi sono presa anche l’influenza con raffreddore tosse e ammennicoli vari.

Merde.

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Informazioni su Anna Laura

Tutto cio' che non mi distrugge mi rende piu' forte.

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  1. alec ha detto:

    Non so proprio come mi comporterei al tuo posto.
    Se poi avvertissi con sicurezza che mi stanno prendendo per il culo…mi ribolle il sangue solo a pensarci…è un’esperienza che ho già vissuto…qualcuno ha passato i suoi guai.
    Non arrenderti, verranno momenti migliori.
    Ti abbraccio

  2. UN BACIO A TE E LUI, NON DIMENTICANDO LA TUA MAMMA!

  3. alessandra ha detto:

    E’ vero, non c’è alcuna umanità , non trovo le parole, ho vissuto anch’io queste situazioni, mi chiedo dove sia finita la giusta dignità ed i diritti delle persone deboli e ammalate ,la comprensione e aiuto per chi deve avere la forza di seguire chi da solo non ce la fa più.Sempre una questione di soldi, lo so bene, al punto da uccidere anzitempo chi avrebbe innanzitutto bisogno di sostegno e amore.
    Non ho parole, provo orrore, tanto se penso a queste cose!
    Questo è uno di quei momenti in vorrei abitarti vicina, ti accorgeresti di quanto io possa diventare una belva in certi momenti, ma come dici tu e mia mamma, bisogna essere gentili, perchè ne abbiamo bisogno, ecco, questo non riesco a farlo.

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