Se adesso potessi prenderei la macchina e andrei fino al mare.

Se non fosse notte e mille impegni  domani ,andrei a vedere il mare d’inverno.Quello che piace a me.

Quello che si infrange sulle rocce e riempie il cuore di una musica divina.

Mi è sempre piaciuto viagggiare in macchina…

Dalle mie parti il tragitto piu’ romantico e quello che porta in riviera,quello che porta al mare. Un’ora e mezza di macchina e di infiniti pensieri.

Un po’ di radio accesa  ed in solitudine pensare.

Conosco benissimo questa strada.Ne conosco ogni minimo particolare.

Dopo un primo tratto rettilineo e un po’ noioso cominciano le curve e le gallerie.

Sbucando fuori da ognuna di esse si sente sempre piu’ il profumo del mare.

Lasciando la nebbia alle spalle si incomincia a vedere il verde dei prati e le prime mimose fiorite . E’ sempre come se fosse la prima volta.

Sbucando dal buio  ecco come in un sogno il cielo azzurro e il sole che  abbaglia. Le primule gialle sui fianchi delle strade ,le margerite…e ancora qualche piccola macchia bianca di neve nei tratti piu’ alti.

Ma ecco che all’improvviso ,dopo le ultime curve mi trovo di fronte il mare:

è sempre una sorpresa,un tuffo al cuore

E’ ancora lontano ,le colline non sono ancora finite…ma se guardo bene in fondo sulla linea dell’orizzonte si scorge già una nave.

Una musica bellissima mi accompagna e non mi accorgo di non essere neppure ancora partita.

Sono qui …eppure mi sembra di averlo visto il mare!

mare d'inverno

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Informazioni su Anna Laura

Tutto cio' che non mi distrugge mi rende piu' forte.

»

  1. stefano ha detto:

    La raccolta dei disegni di Tamara De Lempicka la conservo su un tavolo collocato nell’ingresso di casa. Non è una delle tante cose sparse che hanno trovato una collocazione casuale, quella raccolta è stata posata lì con cura e sulla copertina del raccoglitore appare proprio la donna in spider…..quasi a simboleggiare il desiderio di “andare”.

    Sotto quel tavolo Sara ha voluto la sua cuccia, dopo aver “provato” altre collocazioni…..quasi a dire : ” Se vai, vengo anch’io !!! “……..e quelle volte che, per “andare”, uso la mia vecchia “spider”, Sara si siede sul sedile anteriore con un portamento simile a quello della signora del ritratto…………..anche lei, come Tamara, ama l’avventura.

    Buona giornata, Stefano

  2. redprimrose ha detto:

    Tamara e le tue parole sono un ottimo connubio… complimenti!

  3. massimoleone ha detto:

    “Sono qui …. eppure mi sembra di averlo visto il mare.” …..
    “Il fatto che una cosa non sia concreta non significa che non sia reale. Su questa spiaggia, durante il giorno puoi sentire il sole scaldarti la pelle. Non vedi i raggi che ti toccano, ma il calore che avverti dimostrano che esistono veramente” (Sergio Bambarèn)
    …. l’ho fatto più volte . Il mio tragitto “romantico”, ha tre possibili vie … 50 km verso sud e apro lo sguardo verso il Mediterraneo e la Vigata di Camilleri …. 100 km a est per il colpo d’occhio dello Jonio e i paesaggi di Acitrezza di Verga ….. 70 km a nord per il Tirreno e le spiagge di Cefalù e l’immaginario delle isole eolie ….. immaginare o vedere il mare è come volare … e non c’è rammarico per il prezzo che hai pagato, se hai imparato a volare .
    Massimo

  4. poetikando ha detto:

    Che bel testo… Un viaggio onirico, in cui il profumo e il rumore del mare si sentono eccome!
    Un caro saluto
    *danj

  5. wolfghost ha detto:

    Con quella faccia un po’ così
    quell’espressione un po’ così
    che abbiamo noi prima di andare a Genova
    che ben sicuri mai non siamo
    che quel posto dove andiamo
    non c’inghiotte e non torniamo più.

    Eppur parenti siamo un po’
    di quella gente che c’è lì
    che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
    ma che paura ci fa quel mare scuro
    che si muove anche di notte e non sta fermo mai.

    Genova per noi
    che stiamo in fondo alla campagna
    e abbiamo il sole in piazza rare volte
    e il resto è pioggia che ci bagna.
    Genova, dicevo, è un’idea come un’altra.
    Ah, la la la la la la

    Ma quella faccia un po’ così
    quell’espressione un po’ così
    che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
    ed ogni volta l’annusiamo
    e circospetti ci muoviamo
    un po’ randagi ci sentiamo noi.

    Macaia, scimmia di luce e di follia,
    foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia…
    e intanto, nell’ombra dei loro armadi
    tengono lini e vecchie lavande
    lasciaci tornare ai nostri temporali
    Genova ha i giorni tutti uguali.

    In un’immobile campagna
    con la pioggia che ci bagna
    e i gamberoni rossi sono un sogno
    e il sole è un lampo giallo al parabrise…

    Con quella faccia un po’ così
    quell’espressione un po’ così
    che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
    che ben sicuri mai non siamo
    che quel posto dove andiamo
    non c’inghiotte e non torniamo più.

    (Genova per noi
    Paolo Conte)

    😉

    p.s.: complimenti per il nuovo look… ti dona il nero! eheheh

  6. Carpe Diem ha detto:

    Stefano,
    mi sebra di vedervi,tu e Sara……sulla “spidr”..quasi come un film.
    Ciaoooo!
    >
    Redprimrose,
    Benvenuta qui e grazie!
    >
    Massimo,
    si ho imparato a volare…nessun rammarico, ne è valsa la pena!
    A presto!
    >
    Poetikando,
    ciao Danj,grazie per il tuo passaggio qui.
    Mi farebbe piacere rivederti presto.
    E presto desidero rileggerti da te!
    Un grande abbraccio.
    Ciao!

  7. Carpe Diem ha detto:

    Wolf,
    Con quella faccia un po’ cosi’ …hehehe!!!
    Noi che abbiamo visto Genova!
    Un abbraccio!

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