Raccontandomi…

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DER PANTHER

Rainer Maria Rilke

Il suo sguardo dal passare della sbarra
È diventato cosi stanco, che nulla più trattiene.
È come se vi fossero mille sbarre
E dietro a mille sbarre nessun mondo.

Il molle incedere di passi flessibili
Che si gira entro strettissimi cerchi
È come una danza di forza intorno a un centro
Dove una grande volontà stordita riposa.

Solo qualche volta si alza la cortina delle pupille
In silenzio. – Poi vi penetra un‘immagine,
Percorre il silenzio teso delle membra –
E senza vita nel cuore s‘arresta.

E’ stato leggendo questo brano che, per la prima volta, ho scoperto la ragione della mia inquietudine.
E’ stato proprio in quel momento che ho sentito veramente quell’”uno” dentro di me che gridava forte e reclamava la sua libertà.
È come se vi fossero mille sbarre
E dietro a mille sbarre nessun mondo

Quel vuoto , quella voragine, dove ogni tanto mi sembrava di precipitare, ha cominciato ha prendere le sembianze di quella pantera.
Un piccolo lampo mi ha illuminata e davanti a me sono passate mille immagini,tutti i momenti della mia vita in cui, quasi senza accorgermi ,avevo imprigionato quell ’”uno” dietro a sbarre invisibili ,ma invalicabili.
“La ragione” è stata la mia gabbia.
E quella pantera dentro di me ha continuato ha girare entro strettissimi cerchi ,senza mai accorgermi di quanta sofferenza le avessi procurato.
Ho cominciato dalla lettura e rilettura di questo brano a intraprendere il percorso inverso.
A non lasciarmi ingabbiare dalla ragione,a seguire l’istinto primordiale degli animali.
Questo è stato il mio, vero, primo viaggio .
Un viaggio a ritroso nel tempo,riscoprendo tutti quei momenti in cui non ero riuscita ad essere veramente me stessa,soffocando l’istino e ,sbagliando, facendo prevalere la ragione.

Piano piano le sbarre si stanno allargando.

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Informazioni su Anna Laura

Tutto cio' che non mi distrugge mi rende piu' forte.

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  1. stefano ha detto:

    Grazie per questa esternazione di tue intime riflessioni. Al sentimento di comprensione e di attenzione al tuo percorso si affianca uno spazio di ripensamento individuale dove il tema della “gabbia”, come luogo di detenzione del libero pensiero, è un tema ricorrente in molti di noi….in me sicuramente.

    Ciao……….Stefano.

  2. wolfghost ha detto:

    Mi fa venire in mente una scena de “Due fratelli”, il film di Annaud con i due tigrotti che vengono separati e vivono vite diversissime, salvo poi rincontrarsi.
    Una delle scene piu’ importanti e’ quando le due tigri riescono a scappare assieme, ma mentre quella cresciuta selvaggia si dirige subito verso la foresta, la seconda, cresciuta in una gabbia di un circo, si va subito a reinfilare nella sua gabbia, perche’ ormai sente che quello e’ il suo posto.
    Per fortuna il fratello lo chiama e, dopo qualche esitazione, anche lui si dirige verso la liberta’ 🙂
    Un bellissimo e commovente film, se non l’hai mai visto… 😉

    Ah… da anche un’occhiata qua: http://www.wolfghost.it/post/15359254/Liberta%27+dalle+catene+mentali+

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