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“Gli indifferenti”

“Odio gli indifferenti. Credo che “vivere vuol dire essere partigiani”. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all’intelligenza e la strozza. Ciò che succede non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: “se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo?” Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano. Odio gli indifferenti anche perché mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

“I paurosi”

George Gray

Ho osservato tante volte

il marmo che mi hanno scolpito-

una nave alla fonda con la vela ammainata.

In realtà non rappresenta il mio approdo

ma la mia vita.

Perchè l’amore mi fu offerto ma fugii le sue

lusinghe

il dolore bussò alla mia porta,ma ebbi paura;

l’ambizione mi chiamò,ma paventai irischi.

Eppure bramavo sempre di dare un senso alla vita.

Ora so che bisogna alzare le vele

e farsi portare dai venti della sorte

dovunque spingano la nave.

Dare un senso alla vita può sfociare in follia

ma una vita senza senso è la tortura

dell’inquietudine e del vago desiderio:

è una nave che desidera il mare ardentemente ma ha paura.

da Antologia di Spoon River

Ho voluto ,con queste riflessioni,

mandare un messaggio particolare

rivolto a questo momento storico.

La caduta delle Borse…il messaggio del Papa,

ci stanno riportando alla vera essenza della nostra esistenza.

(anche se non sono molto d’accordo “Lui” predica bene e…razzola male)

“Non conta nulla cio’ che abbiamo ,ma la cosa piu’ importante è cio’ che siamo”

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Informazioni su Anna Laura

Tutto cio' che non mi distrugge mi rende piu' forte.

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  1. giulia ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con te… L’indifferenza è una malattiache fa del male a noi e agli altri… Dovremo curarci in fretta. Giulia

  2. stefano ha detto:

    Secondo S.Freud l’atteggiamento di indifferenza verso il mondo esterno è un prodotto del narcisismo in cui ad essere investito di interesse non è il mondo ma l’Io. Se questa “diagnosi” è vera si tratta di individui con cui è impossibile instaurare una relazione biunivoca…..
    Forse è una “malattia” in rapida diffusione e l’insieme delle relazioni sociali ne subisce pesantemente gli effetti.

    A volte le delusioni spingono verso l’indifferenza……quando mi succede non mi amo più !!!

    Buona serata, Stefano

  3. maipersempre ha detto:

    Giulia,
    ciao,penso proprio che tu non abbia questa malattia.
    Un bacio.

  4. maipersempre ha detto:

    Stefano,
    è vero, a volte le delusioni ci danno un senso di impotenza che ci induce alla apatia e alla indifferenza .Succede anche a me, poi cerco sempre di reagire e spesso mi arrabbio con me stessa e con gli altri…e combino guai…

  5. Ada09 ha detto:

    Gli indifferenti sono anche quelli che per strada si voltano dall’altra parte perchè è meglio farsi i fatti propri. Quelli che fanno finta di non vederti perchè non hanno tempo da perdere. Quelli che mentre ti parlano (e parlano sempre di se stessi) non ti guardano mai negli occhi. Poi quelli che ti chiedono – come va? – e non aspettano neanche la risposta.

  6. wolfghost ha detto:

    Il pensiero di George Gray l’ho usato anche io qualche volta, anche nel blog. E’ davvero bello e tutti dovremmo riflettere sulle sue parole per non dovere, un domani, riconoscerci in esse… quando ormai potremo solo prenderne atto.
    Sai… c’è da dire che io ritrovo questi passi più utili per la vita di ciascuno, piuttosto che come fonte per il cambiamento di un intero sistema. Perché, se è vero che un cambiamento globale non può che partire dal cambiamento dei singoli, è anche vero che in determinati casi non sappiamo nemmeno di cosa si sta parlando, di cosa c’è dietro alle quinte.
    Ma in ogni caso, il messaggio che vuoi mandare, ha sempre un gran valore.

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