Quando ero bambina non mi facevo certe domande…la cosa preoccupante è che me le faccio adesso!

“Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare.
Quando il bambino era bambino, non sapeva d’essere un bambino. Per lui tutto aveva un’anima, e tutte le anime erano tutt’uno.
Quando il bambino era bambino, su niente aveva un’opinione. Non aveva abitudini (…) Quando il bambino era bambino, era l’epoca di queste domande: perché io sono io e perché non sei tu? Perché sono qui e perché non sono lì? Quando è cominciato il tempo e dove finisce lo spazio? La vita sotto il sole è forse solo un sogno? Non è solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo sento e odoro? (…)
Come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare? E che un giorno io, che sono io, non sarò più quello che sono?”

Peter Handke, ….

Ho rintracciato la traccia in una recensione del film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders:

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Tutto cio' che non mi distrugge mi rende piu' forte.

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  1. giulia ha detto:

    Due splendidi artisti… Grazie anche per essere passata da me. Giulia

  2. clacli ha detto:

    BEH NON DEVI PREOCCUPARTI! IO PENSO CHE SONO PROPRIO LE DOMANDE DEI BAMBINI CHE CI SPINGONO A RAGIONARE “VERAMENTE” E FORSE PROPRIO ATTRAVERSO LA LORO SEMPLICITA’ FANCIULLESCA CAPIAMO PIù COSE DI NOI.

  3. isher ha detto:

    .. che dirTi è … tenero.
    Ciao

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